“Settimane musicali Farnesiane”: Enrico Onofri violino e direttore

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“Settimane musicali Farnesiane”: Enrico Onofri violino e direttore

2022-05-16T10:33:04+02:00

ENRICO ONOFRI violino e direttore nel Teatro Farnese il 20 maggio alle ore 20.00

Il 20 maggio alle ore 20 nel Teatro Farnese, nell’ambito del progetto musicale Settimane musicali Farnesiane che prevede 8 serate di musica e teatro in occasione della mostra I Farnese. Architettura, Arte, Potere a cura della Fondazione Toscanini in collaborazione con il Complesso monumentale della Pilotta, avrà luogo il concerto con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Enrico Onofri, il Coro Universitario del Collegio Ghislieri – residenza artistica de La Toscanini, diretto da Luca Colombo e i solisti Silvia Frigato – soprano, Sharon Cartymezzosoprano, Bernhaerd Berchtoldtenore e Andreas Wolfbasso, con ENRICO ONOFRI violino e direttore.

Programma di sala:

CIPRIANO DE RORE
“Mentre lumi maggior” da Il quinto libro di madrigali a 5 voci

GEORG FRIEDRICH HÄNDEL
Arianna in Creta Ouverture

JOHANN SEBASTIAN BACH
Concerto Brandeburghese n.3 BWV 1048

JEAN-PHILIPPE RAMEAU
Les Indes galantes, suite orchestrale

JOHANN SEBASTIAN BACH
Auf, schmetternde Töne der muntern Trompeten BWV207a

Mentre, lumi maggior del secol nostro costituisce uno dei 25 brani facenti parte del Quinto libro di madrigali a 5 voci del “divino” Cipriano de Rore (1515-1565). La raccolta, pubblicata postuma a Venezia presso Antonio Gardano nel 1566, è dedicata al duca di Parma Ottavio Farnese e alla moglie Margherita d’Austria, governatrice di Paesi Bassi, e costituisce un perfetto esempio dello stile che caratterizzò l’artista rendendolo famoso in tutta Europa. Dopo gli studi con il noto Adriano Willaert, conteso nelle principali corti rinascimentali italiane, prestò servizio prevalentemente a Parma e Ferrara dove fu apprezzato per l’arte di “intrecciare le voci” e di “annegare le parole nella musica”: ciò sulla base di una peculiarità della scuola fiammingo-borgognona, che portò ai massimi livelli la polifonia, e in corrispondenza col gusto dell’epoca. Per la presente composizione, De Rore utilizzò un testo profano in italiano, di autore ignoto, dal carattere prettamente encomiastico corrispondente al mondo cortese nel quale aveva operato per tutta la vita.

Ruota intorno al senso della meraviglia l’arte musicale barocca che si esprime anche attraverso una grande molteplicità di forme: un esempio è questo concerto che attinge da espressioni diverse nell’ambito del genere profano. L’essenziale è giocare con i contrasti: luci ed ombre, fasto e sobrietà, gioia e malinconia, caratteri umani all’interno di situazioni fantasiose, espressioni apollinee e dionisiache.

Per quanto riguarda il teatro, si sa che la finzione scenica è essenziale per dare carattere alle storie mitologiche come quella racchiusa nell’Arianna in Creta, opera di Händel del 1733 la cui deliziosa Ouverture scivola in un cadenzato Minuetto che all’epoca era suonato a sipario aperto, mentre la storia prendeva avvio (mostrando le vittime destinate al Minotauro, mentre da Atene sbarcano a Creta).

Da Händel a Bach con l’esecuzione del Concerto Brandeburghese n. 3 per tre violini, tre viole, tre violoncelli e basso continuo, tratto dai sei capolavori composti dal 1717 al 1723 dedicati all’Elettore di Sassonia, quindi

si torna di nuovo al teatro, ma con musiche in forma di suite tratte dall’opera-balletto Jean-Philippe Rameau Les Indes galantes (Le Indie galanti) rappresentata a Parigi nel 1735 per la corte di Luigi XV. Non è una singola storia in più atti, ma una sequenza di racconti ambientati in luoghi lontani e poco conosciuti e quindi esotici e la Suite caratterizzata nella sua scrittura da un’eterea eleganza, ne comprende i brani più famosi.

L’arte dei suoni, a quei tempi, esalta il potere, enfatizza come nessun’altra arte, la magnificenza della corte e le cantate servono ulteriormente a magnificarla essendo anche commemorative di specifici momenti, matrimoni o anniversari. Trova questa ragione la Cantata Auf schmetternde Töne der muntern Trompeten composta da Bach per la corte di Sassonia e in particolare per l’onomastico di Augusto III (3 agosto del 1735). Come una vera e propria ode, il testo esalta le virtù dell’Elettore e la conseguente prosperità dei suoi sudditi, per una musica che pone in evidenza trombe e timpani. Tuttavia la musica, pur aderendo alle parole, non era nuova, perché era stata già composta dieci anni prima per un’altra occasione; e inoltre presenta dei riferimenti al Concerto Brandeburghese n.1 (terzo movimento). Il modo impeccabile con cui un lavoro orchestrale viene trasformato in un’impeccabile e perfetta composizione vocale dimostra che la distinzione e tra strumentale e vocale per Bach sia puramente fittizia. Anche questa è una meraviglia del barocco musicale!

Biglietteria

È possibile acquistare il biglietto in prevendita sul sito www.biglietterialatoscanini.it  o – il giorno del concerto, a partire dalle ore 19:00 – presso la biglietteria del Complesso Monumentale della Pilotta (Piazzale della Pilotta, 15 – 43121 Parma).

Costi dei biglietti

Intero: € 25

Ridotto: € 23 (abbonati La Toscanini, over 70, under 30, enti consorziati e convenzionati)

Academy: € 10 (studenti universitari, del Conservatorio, delle scuole primarie e secondarie)

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