Il restauro delle statue e dei leoni di età romana del Museo Archeologico Nazionale

2021-09-15T17:22:23+02:00

Parma. Complesso monumentale della Pilotta
Il restauro delle statue e dei leoni di età romana del Museo Archeologico Nazionale grazie al Lions Club Parma Host

Il restauro di dieci statue di epoca romana, esposte nella Sala delle Ceramiche e dei due leoni posti all’ingresso del Museo Archeologico della Nuova Pilotta, è stato avviato grazie al finanziamento assicurato dal Lions Club Parma Host, che ha colto l’opportunità offerta dall’Art Bonus, strumento messo in atto dal Ministero della Cultura.

II restauro, coordinato dall’archeologa Flavia Giberti, responsabile delle collezioni archeologiche dall’età classica al tardo antico del Museo Archeologico della Nuova Pilotta, è stato affidato alla società Laboratorio del Restauro di Ravenna.

“Questo finanziamento -evidenzia il direttore della Nuova Pilotta Simone Verde-, ci consente di concretizzare un tassello, rilevante, del completamento della riqualificazione della Sala delle Ceramiche, patrimonio fondamentale del nostro Museo Archeologico. Museo che, a sua volta, è stato integralmente ripensato e che gradualmente sta assumendo la forma definitiva. Come in un complesso mosaico, la nuova veste dell’Archeologico si inserisce nel progetto di insieme che sta trasformando il nostro complesso monumentale e museale nella “Nuova Pilotta”.

Le dieci statue oggetto del restauro finanziato dal Lions Club parmense sono collocate lungo le pareti del grandioso Salone delle Ceramiche. L’intervento si sta completando in loco.

Questo prezioso nucleo di sculture romane deriva dalle collezioni dei Farnese e da quelle dei Gonzaga per la loro corte di Guastalla.
Dalla collezione Farnese, frutto degli scavi sul Palatino (da cui provengono anche i colossi in basalto e la testa di Zeus, esposti in Galleria Nazionale e nel vestibolo del Teatro Farnese), provengono una testa di Giove Serapide, il busto di Lucio Vero e il torso di Eros, che dovettero essere probabilmente utilizzati come apparati ornamentali dei palazzi ducali: alcune di esse furono recuperate da De Lama agli inizi dell’Ottocento in un arsenale di palazzo, assieme ai pezzi appartenuti ai Gonzaga, questi ultimi trasferiti a Guastalla da Ferrante II e poi entrati nelle collezioni parmensi a seguito dell’annessione del piccolo ducato avvenuta nel 1748.

Il bassorilievo in alabastro fiorito con testa di Oceano giunse invece in Museo nel 1768 in seguito all’acquisto della collezione del gesuita Luigi Canonici, proveniente anch’esso con ogni probabilità da Roma; mentre i rimanenti ritratti femminili e il busto maschile di età antonina furono acquistati a Roma nel 1846.

Si parlava di un ulteriore tassello nell’intervento di completo riallestimento della Sala delle Ceramiche. La motivazione la indica lo stesso Direttore Verde, che ricorda come il processo di rinnovamento sia iniziato con la “liberazione” del grandioso soffitto ligneo a cassettoni della Sala, prima occultato da un recente controsoffitto in laterizio, proseguito con gli interventi di ripulitura delle pareti del Salone e con la decisione di trasferire in questo ambiente il grande tavolo ligneo ottocentesco sul quale, nella Galleria Palatina, era appoggiato il Trionfo da Tavola di Damià de Campeny, oggi più propriamente collocato nella Sala del Trionfo.

Una volta restaurato, su questo tavolo hanno trovato adeguata collocazione le ceramiche greche e italiche che in epoca soprattutto ottocentesca, per effetto di attenti acquisti e donazioni, sono entrate nel patrimonio ducale. Sono pezzi di notevolissimo livello, che offrono una panoramica sostanzialmente completa delle principali produzioni ceramiche tra il nono e il terzo secolo avanti Cristo: vasi apuli, etruschi, attici, in particolare.

“A questo punto -sottolinea il Direttore Verde-, per completare il riallestimento di questo magnifico Salone mancano ancora solo pochi passaggi, che riguardano le vetrine alle pareti e le loro collezioni. Che annoverano ex voto, specchi, un gruppo di urne etrusche provenienti dal sito di Chiusi, una notevole sequenza di bronzi (un elmo, due brocche, una cista, una Vittoria alata e due piccole sfingi), tutte di produzione greca e etrusca. Solo una parte di questi reperti necessita di interventi di pulitura, più che di restauro. “Per questo -annuncia Simone Verde, contiamo di poter presentare ai visitatori il Salone nella sua veste definitiva già entro la conclusione di quest’anno e siamo certi che il risultato non mancherà di stupire chi si ricordava l’anonimo, precedente ambiente”.

Il Lions Club di Parma, di cui è presidente l’Ing. Sergio Bandieri e il cui responsabile GST è Giancarlo Parisi, è stato il primo costituito nella regione Emilia Romagna, nel 1954.

“Il Lions Club Parma Host è onorato di aver sponsorizzato -dichiara Sergio Bandieri-, in linea con le sue tradizioni, un service culturale di prima grandezza quale è il restauro delle statue di età romana ubicate nella “Sala delle Ceramiche” al Museo Archeologico di Parma e i due leoni all’ingresso del Museo Archeologico stesso.
Non sfugge il significato anche formale di quest’ultimo restauro dei due leoni anch’essi di età romana e che richiamano il nostro Logo Internazionale vigente da 104 anni.
Anche su suggerimento della Soprintendenza abbiamo scelto di intervenire con una donazione significativa in questo importante Service che rimarrà in dotazione alla Città di Parma”.

“Abbiamo deciso di dare il nostro contributo a questo importante restauro per una serie di ragioni. Innanzitutto, per la serietà del progetto. Quando vedemmo per la prima volta la Sala delle Ceramiche restaurata, ci siamo resi conto che si parlava di un progetto complessivo inteso come il restauro di importanti statue di epoca romana, ma anche del luogo dove sarebbero state ubicate. Il restauro rappresenta poi quella positiva collaborazione tra pubblico e privato: il Museo Archeologico si è occupato dell’ubicazione, il Lions Club Parma Host del restauro delle 10 statue posti in questa sala e dei 2 leoni posti all’ingresso del museo stesso. Infine, i soci del Parma Host hanno voluto che queste importanti opere, facenti parte anche delle collezioni dei Gonzaga di Guastalla e dei Farnesi, potessero giungere alle future generazioni come le precedenti l’hanno salvaguardate per noi. Per tutte queste ragioni, questa partecipazione ci riempie di orgoglio!”, aggiunge Giancarlo Parisi, Presidente del Comitato Service.

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