Perduto in Paradiso

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Perduto in Paradiso

2020-09-01T15:13:12+02:00

Martedì 13 marzo 2018 | 17:30 | Biblioteca Palatina
Presentazione del romanzo “Perduto in Paradiso” di Umberto Pasti, Bompiani alla presenza dell’Autore.

Martedì 13 marzo 2018 | 17:30 | Biblioteca Palatina
Presentazione del romanzo “Perduto in Paradiso” di Umberto Pasti, Bompiani alla presenza dell’Autore.
L’evento è organizzato da A.G.I. Il Garden Club di Parma in collaborazione con il Complesso Monumentale della Pilotta.

NARRATORI ITALIANI
Perduto in paradiso
AVVENTURE DI GIARDINAGGIO ESTREMO NEL NORD DEL MAROCCO
Umberto Pasti

“È il mio corpo, il mio corpo è diventato questo posto, questo posto è sempre stato un giardino.”

Dall’autore di Animali e no e Giardini e no il romanzo della creazione di un posto speciale in una terra solo in apparenza ostile.

All’inizio di questo libro Umberto Pasti è un quarantenne che ama la bellezza. Ha viaggiato e vissuto. Ma nulla lo ha preparato a ciò che sta per succedergli. Nei pressi di un villaggio sperduto sulla costa atlantica del Nord del Marocco, stanco dopo una lunga camminata, si addormenta sotto un fico. Quando si sveglia ha subìto una metamorfosi. È diventato un giardino. Rohuna è un luogo estremo e insospitale, quasi inaccessibile, senza acqua, senza luce, abitato da ragazzi violenti, donne fiere, vecchi saggi e spiritelli logicamente molto dispettosi. Ma è anche bella e solenne come l’apparizione di un dio. Per esistere, per realizzarsi, il giardino deve trasformarsi in giardiniere. Ecco le fatiche titaniche, il viavai dei muli carichi di terra, la pista scavata a mani nude, le piante salvate nei cantieri che sfregiano il Paese, la ricerca affannosa dell’acqua, l’invasione degli scorpioni. Ecco i ragazzi diventare prima amici e poi giardinieri, i malati da curare, i bambini da istruire. Ecco il paradiso farsi sempre più reale. Nonostante le battaglie legali, le minacce di affaristi senza scrupoli, la pressione crescente di un turismo predatore, in questo tempo di conflitti feroci tra Islam e Occidente Rohuna resta il luogo unico e insostituibile in cui un uomo venuto da lontano ha riconosciuto la sua casa e la sua famiglia. E, come alla fine di un rito iniziatico, ha trovato se stesso.

UMBERTO PASTI

Giornalista, scrittore, disegnatore di giardini, divide il suo tempo tra Milano e il Marocco. È autore tra l’altro di L’età fioritaL’accademia del dottor PasticheGiardini e no (Bompiani, 2010) e Animali e no (Bompiani, 2016).

“Ero qui, appoggiato al tronco del fico sotto cui sto scrivendo, e come un verme che muta in pupa o una pupa in farfalla stavo diventando un giardino. Io, un uomo di quarant’anni, ero aiuole e scale e terrazze. Rimanevano terra, cespugli e bordure dove erano stati sangue e pensieri. Avevo le zolle dove avevo avuto i capelli. Ma ero un giardino senza acqua, al quale si arrivava arrancando per ore tra pietre roventi, sudati, assetati, con le gambe rotte. Fu la mia buona stella a mettere queste difficoltà sul mio percorso: da giardino, per potere esistere, essere me stesso, fui obbligato a trasformarmi in giardiniere.”

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